venerdì 2 settembre 2016

Charlie Hebdo ironizza sui morti del sisma in Italia, quando la satira non fa ridere.

La satira fa ridere facendoci soffermare e riflettere anche su problemi attuali , ma quando la satira diventa di cattivo gusto non fa ridere per niente anzi indigna. Il polverone alzato dalla vignetta di Charlie Hebdo dedicata al sisma del centro Italia dimostra che a volte è meglio tacere. Si può ironizzare su tutto dalla politica alla religione , dai luoghi comuni al malaffare , ma sui morti no, il rispetto per la vita umana è per le sofferenze che essa porta con sè, non può essere oggetto di satira.
300 morti, centinaia di famiglie distrutte, paesi rasi al suolo, il dolore dei familiari delle vittime che in pochi secondi hanno perso tutto, non deve essere oggetto di satira. La libertà di parola ed espressione deve sempre essere moderata dalla dignità e dal rispetto, quanto meno se si parla di morti.
I morti sono morti e in quanto tali vanno rispettati, nessun giornale di nessun paese può permettersi di ironizzare sulle vittime di una tragedia, sono vittime di tragedie i morti nelle stragi di Parigi e di Nizza, è una tragedia ciò che avviene in Siria , i milioni di morti che gli eserciti occidentali hanno fatto il Medio Oriente , i morti palestinesi , i morti americani ed i morti delle catastrofi naturali.
No oggi non siamo Charlie , la libertà di stampa non può essere scambiata con il cattivo gusto di un autore senza cuore.
La libertà di espressione è stata conquistata in secoli di lotte e non può essere utilizzata per giustificare ogni cosa.
Per carità forse l'autore ha tutto il diritto di pubblicare la vignetta , ma noi abbiamo tutto il diritto di indignarci e giudicare questa vignetta una schifezza.

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